Favorire lo sviluppo del linguaggio musicale - consiglio 3.

"Ascoltate musica INSIEME ai vostri bambini"

Viviamo in una società che ci chiede costantemente di essere connessi con il mondo.
Le spunte blu senza risposta che richiamano la nostra attenzione, una notifica, una mail, quella chiamata alla quale dobbiamo proprio rispondere. Non siamo più capaci di ritagliarci del tempo autentico ed intimo solo per noi e per la nostra famiglia.

E i bambini questo lo sentono.

I genitori sono più stressati, hanno più cose da fare contemporaneamente, sono fisicamente presenti, ma a volte non ascoltano, non parlano, non giocano...

Per fortuna questa è un'immagine che non rappresenta la totalità delle famiglie, ma - secondo indagini statistiche - la tecnologia sta costruendo sempre più muri all'interno delle pareti domestiche.

Impariamo allora a regredire. A far finta che non esistano cellulari, smart tv, programmi da registrare, social da aggiornare, foto da postare.
Lo psicanalista Daniel Stern usa il termine “sintonizzazione affettiva” sottolineando, in questo modo, quanto le esperienze sensoriali che il bambino vive siano ricche di significati che rivestono la sfera emotiva.

Impariamo a STARE.

La nota ricercatrice canadese Sandra Trehub ha trascorso tutta la vita a studiare le competenze musicali dei bambini piccoli e le potenzialità che un apprendimento musicale precoce può avere sullo sviluppo dell’essere umano. Ama spesso ricordare che “quando un adulto canta per un bambino, i benefici sono di entrambi, di chi canta e di chi ascolta [...], l’intimità che si crea in questi momenti fa sì che la mamma riesca a dire (o a cantare) cose che altrimenti non riuscirebbe ad esprimere. Riuscire a comunicare emozioni profonde al proprio bimbo spesso ci fa sentire più vicini all’altro [...], cantare sottovoce calma entrambi e fare un gioco cantato coinvolge sia l’adulto che il bambino in un momento gioioso. Così, il canto materno può regolare le emozioni di entrambi” .

Quando ascoltate musica con i vostri bambini, imparate a rispettare la sacralità di quel momento. Non tanto per la musica in sé e per sé, quanto perché i vostri bambini reagiranno a quella determinata traccia in quel determinato modo solo in quell'occasione. E se starete chattando, ve la sarete persa. Imparate a farvi esempio per loro di come, alla fine di una giornata, la cosa che più conta al mondo sia stare insieme, nel rispetto e nell'amore reciproci. Osservandovi, imparando gli uni dagli altri, conoscendovi un po' di più. 
È uno sforzo che non richiede grossa fatica, ma che regala emozioni e gioie indescrivibili.

Inoltre, per i bambini è importante osservare cosa fanno la mamma e il papà: se voi siete concentrati e attenti, a loro arriverà il messaggio che state facendo una cosa importante e vivranno il momento musica come un momento speciale. Se invece vi guarderanno distrarvi e fare altro, percepiranno la musica come un banale sottofondo di altre attività e perderanno interesse e concentrazione nell'ascolto.

Ricordo che mio padre adorava i dischi in vinile: jazz e soul soprattutto, ma anche tanta classica. Alla domenica apriva l'enorme armadio che custodiva il giradischi argentato, con tanti di quei tasti che ancora oggi non saprei come utilizzarlo. Mi sedevo in poltrona e insieme sceglievamo un disco. Io optavo sempre per Tchaikovskij, mentre lui cercava di spingere per un Miles Davis o un Duke Ellington. Onestamente non ricordo le tracce di quei dischi. Di alcuni rammento le copertine. Ciò che invece resta indelebile nella mia memoria era quel rito, quel sedermi in salotto con mio padre e "stare". Avere il tempo di godermelo, ascoltando le nostre musiche preferite.

Per i bambini, quando sono piccoli, è più importante "con chi" e "come" si ascolta, che il "cosa" si ascolta.  

È il vostro esempio a farli crescere, sempre.

©Anna Fenoglio - Crescendo in musica