Favorire lo sviluppo del linguaggio musicale - consiglio 7.

"Ascoltate esecuzioni di qualità"

In musica, i bambini non hanno bisogno di “riduzioni”: sono perfettamente in grado di ascoltare e comprendere le melodie e i ritmi, di sentirli non solo con le proprie orecchie, ma soprattutto con le loro emozioni.

Proporre suoni brutti, o riprodotti non dagli strumenti originali, o, ancora, computerizzati...ma anche solo proporre delle facilitazioni di brani complessi, significherebbe privare il bambino di un'occasione di crescita. 

La psicologa Asha Phillips ben sintetizza questo pensiero nell'introduzione del suo libro "I no che aiutano a crescere" « [...] per molto tempo si è pensato che i neonati non siano persone "vere e proprie", ma piccole creature che si limitano a mangiare e dormire e di tanto in tanto…giocano. La moderna ricerca ha dimostrato che i neonati e i bambini molto piccoli sono individui straordinariamente sofisticati […]». Come individui "straordinariamente sofisticati", hanno dunque il diritto e il bisogno di un ascolto autentico, reale, che consenta loro di imparare melodie, riconoscere strumenti, ascoltarre musica dal vivo.

I miei figli subiscono loro malgrado il mio lavoro nella musica: durante le gravidanze mi hanno entrambi ascoltata suonare e cantare e li ho portati spesso a concerti ed opere liriche ancora nel pancione.

Da quando sono nati, in maniera diversa e con manifestazioni differenti, hanno dimostrato di saper riconoscere un momento di ascolto di "vera" musica, annoverando invece nel mero "gioco/intrattenimento" le occasioni in cui - a casa di amici, alle varie feste di compleanno, o in altre circostanze - l'esperienza musicale si rivela più "costruita" (o meglio de-costruita) appositamente per un pubblico di bambini.


©Anna Fenoglio - Crescendo in musica